Militari italiani fatti inginocchiare sotto la minaccia dei fucili vicino a Ramallah. Meloni furiosa: “inaccettabile”. Tajani convoca l’ambasciatore israeliano mentre il governo Netanyahu promette un’indagine. Storie di una terra dove non ci sono più diritti né per i civili, né per i militari. E dove la salute è continuamente a rischio.

ROMA / GERUSALEMME – Non è solo un incidente di percorso, ma un vero e proprio caso internazionale quello che sta mettendo a dura prova i rapporti tra l’Italia e lo Stato d’Israele. Due carabinieri in servizio al Consolato Generale di Gerusalemme sono stati vittima di un’aggressione da parte di un colono armato in Cisgiordania, subendo un trattamento degradante che ha scatenato l’immediata reazione del governo Meloni.

L’agguato: “inginocchiatevi”.

I fatti si sono svolti nei pressi di Ramallah, in territorio dell’Autorità Nazionale Palestinese. I due militari stavano effettuando un sopralluogo per una missione diplomatica dell’Unione Europea quando sono stati intercettati da un uomo in abiti civili armato di fucile mitragliatore. Nonostante l’esibizione dei passaporti diplomatici, dei tesserini e l’evidente presenza della targa diplomatica sull’auto, l’aggressore:

  • Ha costretto i carabinieri a inginocchiarsi sotto la minaccia delle armi.
  • Li ha sottoposti a un interrogatorio forzato.
  • Ha falsamente sostenuto che si trovassero in un’area militare (circostanza smentita successivamente dal comando israeliano Cogat).

I carabinieri, seguendo rigorosamente le regole d’ingaggio per evitare un’escalation di fuoco, hanno mantenuto il sangue freddo, riuscendo a rientrare incolumi al Consolato solo dopo lunghi momenti di tensione.

La furia di Roma: Convocato l’ambasciatore

La reazione di Palazzo Chigi non si è fatta attendere. La premier Giorgia Meloni ha definito l’episodio “inaccettabile”, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dato istruzioni per presentare una nota verbale di protesta e ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled.

“I nostri militari hanno dimostrato coraggio e professionalità, evitando che la situazione degenerasse sotto provocazione”, ha dichiarato il Comandante Generale dell’Arma, Salvatore Luongo, esprimendo solidarietà ai due agenti.

Il contesto: violenza fuori controllo in Cisgiordania.

L’episodio non è isolato. Solo due mesi fa, tre attivisti italiani erano stati picchiati nel sonno vicino a Gerico. La violenza dei coloni estremisti nella West Bank è in costante aumento, alimentata dall’espansione degli insediamenti autorizzati dal governo Netanyahu:

  • Il ruolo dell’IDF: Spesso accusata di non intervenire o di proteggere i coloni durante tali aggressioni.
  • La pressione internazionale: Persino Donald Trump ha recentemente chiesto a Netanyahu di “cambiare rotta” per non compromettere la fragile stabilità della regione.

Reazioni politiche in Italia.

Il caso ha compattato eccezionalmente maggioranza e opposizione. Dal PD al M5S, fino ad AVS e Italia Viva, le forze politiche hanno espresso una condanna unanime, chiedendo che il governo israeliano non si limiti a un generico “rincrescimento” ma individui e punisca i responsabili.

Cosa rischia Israele?

Israele ha garantito l’apertura di un’indagine, ma la credibilità delle autorità locali è sotto osservazione. Se non verranno presi provvedimenti seri contro l’aggressore, il rischio è un raffreddamento senza precedenti della collaborazione di sicurezza tra Roma e Tel Aviv, proprio mentre l’Italia gioca un ruolo chiave nella stabilità post-conflitto a Gaza.


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